Note

 

[*] Si riproduce il testo della Desciptio Basilicae Vaticanae nella versione riportata dal manoscritto M (Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3627, membranaceo, cc. 41, XV-XV secolo), testo scritto da Pietro Mallio, canonico della basilica di San Pietro, su richiesta dei suoi superiori e dei fratelli i quali ritenevano opportuno che si facesse una rielaborazione breve di quanto scritto nel Liber pontifucum.
L’opera era stata pubblicata da Valentini e Zucchetti (R. Valentini e G. Zucchetti, Codice topografico della città di Roma, Vol. III, Roma, Istituto storico italiano per il Medioevo, 1946, pp. XXX-XXX), ma in una forma che privilegia a testo la versione rielaborata da un Canonico Romano (testimoniata dal codice R = Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 6757, membranaceo, cc. 15, inizi del XIII secolo), che oltre a disporre diversamente il materiale, omette intere sezioni (collegate con la tradizione dei mirabilia) e introduce diverse varianti testuali.
Si è deciso pertanto di offrire un’edizione autonoma di M, che fosse il più possibile aderente al dettato del manoscritto: nel lavoro di edizione ci si è limitati a introdurre una punteggiatura e una paragrafatura moderne, oltre a standardizzare i numeri ordinali e cardinali, e una omologazione della grafia per le parole che presentavano forme grafiche differenti.

[1] Spazio lasciato bianco.

[2] A fronte della lezione del codice “ad pedes .V.”, il manoscritto R scrive “ad pedes pedes V”, e in margine si integra quanto segue. Almeno il secondo pedes è da restituire per il senso, e l’omissione è un banale caso di aplografia. Meno sicura forse la successiva integrazione, che accoglie anche la nota marginale di R : se può certamente essere un caso di ‘saut du même au même’, è altrettanto possibile che si tratti di una ricostruzione volta a completare il parallelismo delle varie opposizioni ( dextrum-sinistrum come caput-pedes, subtus-supra).

[3] Beato >Petro< paulo

[4] Aggiunta di altra mano.

[5] >h<aedificabo

[6] ecclesiae in margine sinistro.

[7] La seconda citazione evangelica pare poco pertinente e si è preferito espungerla, considerandola un’eco dal paragrafo precedente.

[8] Si è espunta questa frase (assente in R) che sembra una glossa scesa in testo. Forse, se il verbo fosse stato alla terza persona plurale (riferito dunque ad oratores) la frase avrebbe avuto una maggior coerenza con quanto precede.

[9] Eugenio >.III.< Papa

[10] et pastorale ornamentum agg. in margine destro con segno di richiamo; manca in R e potrebbe essere una nota a saratasmum.

[11] expectes casulam.

[12] vel >cā< Candelabra

[13] nostris agg. in margine destro con segno di richiamo.

[14] eum

[15] Il codice R aggiunge: et quae ipse, sicut in translatione sanctarum Dignae et Meritae legitur, de cimiteriis levans ibi posuit.

[16] e>g<gregium

[17] virorum agg. in margine destro con segno di richiamo.

[18] persequutione>m<

[19] sepultus >est<

[20] sepultus >fuit<

[21] A christianis Repudiaretur: passo riportato poco prima nel riquadro del testo con segno di richiamo rosso.

[22] Il codice R aggiunge: in qua et altaria statuit ubi plura sanctorum corpora, sicut carmina indicant, posuit.

[23] Il codice R aggiunge: Posuit et super altare eius, ut a nostris maioribus accepimus, in columpnis scilicet porfireticis, venerabilem ymaginem apostolorum Petri et Pauli, quam beatus Silvester papa ostenderat Constantino, ad repraesentandam formam eorum, quos ante baptisma in visione viderat .

[24] Petrum >Cuius Epithaphium<

[25] terrae reputans

[26] Manca l’esametro del distico; da altre copie dell’iscrizione si può ricavare che fosse “Implebatque actu quicquid sermone docebat”

[27] hoc agg. in margine destro con segno di richiamo.

[28] antifonas has statuis nel margine has anthiphonas

[29] ad agg. in interlinea.

[30] Il testo del codice non contiene la proposizione che conclude il corrispondente capitolo in R:Hic sanctissimus praesul Gregorium quantum dilexerit et ditaverit ecclesiam istam, in privilegio, quod est scriptum in tabulis marmoreis in pariete ante ecclesiam fixis, ex parte habetur. Quod sic incipit; manca quindi anche il capitolo successivo che trascrive questo privilegium.

[31] possit agg. di mano posteriore.

[32] renovavit con va agg. in interlinea.

[33] Si omettono rispetto ad R le informazioni del luogo di sepoltura sepultus in ecclesia Beati Petri in porticu pontificum.

[34] Si omettono rispetto ad R le informazioni del luogo di sepoltura sepultus in basilica Beati Petri in porticu pontificum.

[35] cuius est istud agg. in margine destro da mano posteriore.

[36] e>g<gregi

[37] >h<elemosinam

[38] omnimodo con -modo di mano posteriore.

[39] herasmi con h agg. in interlinea.

[40] fuit agg. in iterlinea da mano posteriore.

[41] Lateranensi agg. in margine sinistro da altra mano.

[42] iuxta altare beate Mariae agg. da mano posteriore.

[43] fecit et agg. di mano posteriore in rigo.

[44] concha Porphiretica agg. di mano posteriore in rigo.

[45] Il capitolo in R è seguito da un breve paragrafo dedicato all’altare degli apostoli Simone e Giuda: In atrio vero ecclesiae ad crucem est venerabile altare sanctorum apostolorum Symonis et Iudae, ubi, ut a nostris maioribus accepimus, eorum corpora pretiosa requiescunt .

[46] et Fabiano pontifice agg., da altra mano, in margine destro con segno di richiamo.

[47] Proque >III<

[48] sollers con punto di espunzione sotto la seconda l.

[49] Prima qui. Su qui segno di richiamo presente anche in margine destro per quam.

[50] optimo con punto di espunzione sotto la t.

[51] sydereo (e cfr. “sidere” in R). La correzione, presente in Valentini e Zucchetti, è da accogliere per necessità metriche e di senso.

[52] vēn solis

[53] Il distico è trascritto in entrambe le versione come segue: Carceris interea vinci constrictus in uno / stanguit latus verbi exuerat hominem. La triplice correzione è suggerita in Valentini e Zucchetti sulla base del confronto con l’iscrizione di Benedetto VII in S. Croce in Gerusalemme.

[54] exhibuit con h agg. in interlinea.

[55] Manca il pentametro.

[56] Christophori requiescunt con re aggiunto in interlinea da mano posteriore. La lezione originaria impone l’anomala scansione Christōphōrĭ (con allungamento della penultima sillaba e abbreviamento della desinenza). La correzione marginale normalizza la scansione, e si è accolta a testo anche se potrebbe essere una congettura.

[57] Anastasii requiescunt con re aggiunto in interlinea da mano posteriore. La lezione originaria impone l’anomala scansione Anāstāsīĭ (con allungamento della terzultima e della penultima sillaba, e l’abbreviamento della desinenza). La correzione marginale normalizza la scansione , e si è accolta a testo anche se potrebbe essere una congettura.

[58] Venerabile dopo Iacobi con segno di riordinamento.

[59] Il testo omette una breve nota sulla presenza di una croce d’oro: ad cuius ornatum fuit ibi posita crux aurea.

[60] Il testo omette una breve nota sulla presenza del corpo di San Mattia: in quo siquidem arcu audivimus requiescere beati Mathiae apostoli corpus.

[61] Il testo omette una breve nota relativa alle ossa degli apostoli: ubi eorum ossa pretiosa, ut dicitur, ponderata fuerunt.

[62] bracchium con punto di espunzione sotto la prima c.

[63] ad syderam

[64] porfireteticis con punti di espunzione sotto il nesso te.

[65] h agg. in interlinea.

[66] scribam corr. su scribanem.

[67] beati petri parce con segni di riordinamento.

[68] >adque< ad

[69] >h<aedificabo

[70] aret agg. su rasura da mano posteriore.

[71] >sa< intelligentiae

[72]Non si riscontrano molte occorrenze della costruzione emere confessionem, ma non sembra neppure di potersi emendare come in Valentini e Zucchetti con eunt ad. Una possibilità alternativa è correggere in emittunt, per quanto nei parelleli abbia come oggetto vocem, sonus o simili, dei quali confessio è genetivo.

[73] Il testo omette l’indicazione dell’autore di queste locazioni: ab Angelo scriniario factae .

[74]Agg. in margine destro con segno di richiamo.

[75]consuetudine >p̠̠<

[76] Il testo di Resplica il referente del relativo: nimirum consetudo.

[77] Agg. in margine destro con segno di richiamo.

[78] >h<elaemosinis

[79] il termine non risulta attestato: la lezione sorrentialibuspresente in R sembra una corruttela, eppure è registrata nel Du Cange (a partire da quella redazione) con il significato di “carnifex”. Valentini e Zucchetti emendano in sententialibus; poiché anche in questo caso il termine non trova attestazioni in tal senso, si preferisce lasciare a testo la forma tradita.

[80] i su rasura.

[81] Agg. in margine destro con segno di richiamo.

[82] sinino corr. su sm.no

[83] Ungarorum corr. su Virgariorum

[84] Virgariorum

[85] uum su rasura.

[86] >h<edificium

[87] >h<edificium

[88] Agg. in margine destro.

[89] Agg. in margine destro con segno di richiamo.

[90] Nella redazione di R si trova invece usato il plurale (illis qui serviunt).

[91] Agg. in margine sinistro con segno di richiamo.

[92] Agg. in margine destro con segno di richiamo.

[93] ravenna>n<tium

[94] li agg. in interlinea.

[95] >h<aedificare

[96] h agg. in rigo.

[97] Corr. su coronatorum da prima mano

[98] >h<elimosinam

[99] Il testo omette rispetto ad Run’ulteriore indicazione sulla divisione del pagamento: Nota quia semper cum domnus papa coronatur ad Sanctum petrum accipiunt canononici pro presbiterio viii solidos lucenses et x solidos pro vestiario.

[100] Il testo omette rispetto ad Run’ulteriore indicazione sulla divisione del pagamento: qui etiam denarii per manus sua expenduntur his qui incipiunt responsoria. Si vero curiales non interfuerunt officiis, canonici ecclesiae habent predictos denarios, quoniam ipsi faciunt officium Può essere interessante notare che il successivo “inter eos” è in quel testimone modificato in “inter se”, riferendosi, nella frase completa, al soggetto della frase.

[101] Il testo di Rconserva un paragrafo analogo a quello della nota precedente: Nota quia in hac statione habent canononici pro presbiterio viii solidos lucenses et x solidos pro vestiario. La sintetica nota che qui si legge (“in dedicatione in cathedra”) è invece resa in questo modo: in dedicatione Basilicarum Petri et Pauli; in cathedra, come se fossero due momenti diversi.

[102] La redazione diR prosegue con un ampio brano dedicato al restauro dell’altare di S. Pietro (voluto da Callisto II e da Innocenzo II) alla vicenda del furto delle ossa dei santi Pietro e Paolo (cfr. pp. 435-437 dell’edizione di Valentini e Zucchetti); nel nostro manoscritto si ritrova più avanti (cap. 62) solo la porzione iniziale di questo testo.

[103] Agg. in margine destro con segno di richiamo.

[104] qui videlicet ̴Prisca questa sezione è omessa nei Mirabilia

[105] est illa quae vaditi la tradizione dei Mirabilia in questo punto lega “Via Cornelia” direttamente per “ Ponte Milvium” per cui si sospetta una lacuna in cui sia caduto il verbo e la menzione della “Via Flaminia”, questa porzione forse è un restauro [C.G.]

[106] Il toponimo sembra poter essere ricollegato ai Balnea Pauli, che successivamente si sarebbe corrotto in Magnanapoli. Su questo cfr. il De mirabilibus civitatis Romae di Nicolas Rosell, cap. 5.

[107] Questo paragrafo riprende il cap. 8 dei Mirabilia, con alcune varianti.

[108] h agg. in interlinea.

[109] Agg. in interlinea con segno di richiamo.

[110] Apparem corretto da Valentini e Zucchetti] apparent.

[111] devote venientibus con vote venientibus in bordo.

[112] via portuensis Agg. in margine destro con segno di richiamo. Manca nei Mirabilia.

[113] iuxta cymeterium Calisti est cymeterium Pontianum, nei Mirabilia i due cimiteri sono due diversi punti dell’elenco, mentre in M “cymeterium Calisti” è solo utilizzato per identificare la posizione del “cymeterium Pontianum”. Dal momento che il “Cymeterium Calisti” era già stato citato, questa soluzione sembra la migliore.

[114] Il paragrafo corrisponde al cap. 10 dei Mirabilia.